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La protesi totale d'anca è uno degli interventi chirurgici con il più alto tasso di soddisfazione in tutta la medicina. La tecnica con cui viene eseguita, però, fa una differenza enorme in termini di recupero e qualità del risultato. L'approccio anteriore mini-invasivo rappresenta oggi lo standard più avanzato. A__pproccio anteriore vs approccio posteriore: le differenze__ Nell'approccio tradizionale posteriore o laterale il chirurgo deve tagliare o disinserire alcuni muscoli per accedere all'articolazione dell'anca. Questo comporta dolore post-operatorio maggiore, tempi di recupero più lunghi e un rischio più elevato di lussazione della protesi. Con l'approccio anteriore mini-invasivo si accede all'articolazione passando tra i piani muscolari naturali, senza tagliare nessun muscolo. I risultati sono nessun muscolo tagliato con recupero più rapido e meno doloroso, rischio di lussazione significativamente ridotto, cammino autonomo già dal giorno successivo, cicatrice più piccola e decorso post-operatorio più agevole. __Chi può beneficiare dell'approccio anteriore?__ La grande maggioranza dei pazienti candidati alla protesi d'anca è adatta all'approccio anteriore. La valutazione pre-operatoria — con radiografie e in alcuni casi TAC — permette di pianificare l'intervento nel dettaglio e confermare l'indicazione. __Quando si considera la protesi d'anca?__ Le condizioni più comuni sono artrosi avanzata dell'anca, necrosi avascolare della testa del femore, displasia dell'anca con degenerazione secondaria e fratture del collo del femore. Il segnale che è arrivato il momento è quando il dolore limita significativamente la qualità della vita e le terapie conservative non sono più efficaci. __Diagnosi precoce:__ il caso della necrosi avascolare Alcune patologie come la necrosi avascolare della testa del femore hanno una finestra terapeutica precisa. Diagnosticate in fase iniziale si possono trattare con interventi conservativi che preservano l'articolazione naturale. La risonanza magnetica precoce è l'unico esame capace di identificare queste alterazioni quando sono ancora trattabili senza protesi. __Il percorso di cura__ Prima visita con valutazione clinica completa e analisi delle immagini. Pianificazione pre-operatoria con scelta della protesi più adatta. Intervento della durata media di 60-90 minuti con degenza di 2-3 giorni. Riabilitazione con cammino già il giorno successivo e pieno recupero in 6-12 settimane. __Domande frequenti__ *Quando è il momento giusto per operarsi?* Quando il dolore limita la qualità della vita e le terapie conservative non sono più efficaci. Non esiste un'età minima. *Posso tornare a fare sport?* Sì. Nuoto, ciclismo e camminata sono generalmente consentiti a pochi mesi dall'intervento. Sport ad alto impatto si valutano caso per caso. *Quanto dura la protesi?* Le protesi moderne durano in media 15-20 anni. *Cosa cambia davvero con l'approccio anteriore?* Il paziente si sveglia con meno dolore, cammina prima e ha meno restrizioni nei movimenti nelle prime settimane. Il rischio di lussazione è significativamente ridotto rispetto all'approccio tradizionale. *Posso operarmi anche se sono giovane e sportivo?* Sì. L'età non è un limite — il percorso viene pianificato tenendo conto degli obiettivi funzionali individuali, incluso il ritorno all'attività sportiva.
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